Chi è l'optometrista?

Chiarimenti legali e professionali sulla figura dell'optometrista

07-02-2018

“La professione è generalmente considerata professione sanitaria non medica attiva al livello di assistenza sanitaria primaria, cioè si esplica al primo livello di rapporto con il pubblico (buona sede per contribuire a diagnosi precoce e prevenzione). Poiché a questo livello il paziente fa frequentemente riferimento per problemi visivi non patologici, è consigliato, almeno eticamente, estendere l’esame visivo oltre la parte strettamente riguardante la refrazione e la binocularità, verso l’evidenziazione precoce dei sintomi e dei segni che possono celare una patologia oculare se non generale, allo scopo di provvedere un pronto riferimento per la necessaria valutazione oftalmologica. Nell’interesse del paziente, il servizio optometrico deve provvedere a risolvere il problema visivo nei diversi aspetti, ma anche preoccuparsi di garantire un servizio di screening con uno scopo sociale.” (Rossetti A., Gheller P.)

La figura dell’optometrista, ormai indiscutibilmente riconosciuta in buona parte dei Paesi del mondo occidentale, è ancora oggetto di una legislazione quanto mai variabile, anche se la domanda di mercato nei confronti di questi professionisti è sempre crescente. Le tecnologie a disposizione degli optometristi sono in continua crescita, al passo con le crescenti esigenze visive delle persone. Il numero degli utenti digitali è in continuo aumento: su una popolazione mondiale di 7,4 miliardi di persone, gli utenti di internet (senza la distinzione desktop-mobile) sono 3,4 miliardi, per una penetrazione sul totale del 46% e 3,8 miliardi di persone utilizzano dispositivi mobile (penetrazione del 51%). In un scenario così dinamico come quello a cui stiamo assistendo avere una corretta igiene visiva potrebbe aiutare a prevenire l’insorgere di problemi legati alla visione.

 

L’optometrista in Italia, per la sua collocazione nel mercato, è di fondamentale importanza per i pazienti che molto spesso non sanno a chi rivolgersi. L’optometria è di fatto esercitata in Italia (2002, affermazione Min. Salute, Dip. Prof. Sanitarie) ma non è ancora regolamentata e quindi pare sia di libero esercizio.

La più recente giurisprudenza (Corte Suprema di Cassazione, Udienza pubblica dell’11 aprile 2001; 42895/2001): “Il ricorrente svolgerebbe la professione di optometrista, vale a dire di addetto alla misurazione della vista, attività il cui esercizio, in mancanza di una regolamentazione specifica, deve ritenersi libero, senza che si applichino i limiti previsti invece dalla legge per l’attività dell’ottico”.

Continua la Corte “va precisato, infatti, che l’attività di misurazione della vista, effettuata dall’optometrista non può essere confusa con l’attività propria dell’ottico. Come si è detto la figura di optometrista non può essere sovrapposta a quella dell’ottico.

Si tratta, soprattutto, di un’attività che non è regolata dalla legge, ed il cui esercizio deve, proprio per questo, ritenersi libero, lecito anche penalmente, per la semplice ragione che non sussiste nessuna norma positiva che lo vieti, a condizione che non venga invaso l’ambito, strettamente curativo, riservato al medico oculista, e, naturalmente, che non vengano effettuate manovre che possano provocare anche indirettamente danni o lesioni al cliente.

Come già affermato da questa Corte nella precedente pronuncia n. 9089 del 1995, la sfera di attività professionale consentita all’optometrista non deve essere definita con riferimento, in negativo a quella consentita all’ottico; di conseguenza non può considerarsi preclusa all’optometrista l’attività di misurazione della vista, e di apprestare, confezionare e vendere occhiali e lenti correttive non solo per i casi di miopia e di presbiopia ma, al contrario dell’ottico, anche nei casi di astigmatismo, ipermetropia ed afachia.”